La città di Brindisi è legatissima alla macenula dell’Immacolata esposta nella sezione del Museo diocesano della Chiesa di San Paolo eremita perché ritenuta miracolosa poiché salvò la città dal terremoto del 20 febbraio 1743: quando la gente accorse in chiesa la trovò all’ingresso con gli occhi rivolti al cielo e le mani aperte (originariamente congiunte), pregando il Signore di fermare il terribile evento naturale e accogliendo le persone tra le sue braccia. Ella indossa in corso d'anno quattro abiti arricchiti da preziosi ricami. Il simulacro indossa un abito intero in taffetas di seta bianca ricamato con motivi floreali in filato metallico d’argento. Il mantello in raso di seta azzurra trapunto di stelle in filato metallico avvolge tutta la parte retrostante del simulacro. Il degrado degli abiti era dovuto al passare del tempo, perciò un pesante strato di particellato ricopriva la superficie e il ricamo in filato metallico si presentava pesantemente ossidato. Per tal ragione nel 2022 con i fondi dell’8x1000 l’Arcidiocesi di Brindisi Ostuni, attraverso l’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’autorizzazione dalla Soprintendenza delle Belle Arti e Passaggio competente, ha disposto un intervento di restauro conservativo da parte di Monica Cannillo. Il lavoro era finalizzato alla pulitura meccanica attraverso l’utilizzo di aspiratori, quindi all’eliminazione dell’ossido dai filati metallici e alla pulitura a mezzo meccanico. Dopo aver provveduto all’appiattimento delle pieghe nette con un vaporizzatore si è definito il consolidamento: i filati e i supporti di sostegno sono stati tinti con coloranti chimici premetallizzati solidi alla luce e la parrucca pulita in maniera meccanica con un aspiratore. I boccoli sono stati smontati, puliti con una soluzione di acqua e alcool e rimessi in forma ricreando l’acconciatura originale.