La chiesa matrice di Salice fu realizzata in stile barocco sul luogo dove insisteva la primitiva chiesa con dedicazione a San Giovanni Battista. L’attuale edificio sacro fu costruito in carparo d’Arneo con grande apporto dell’intera cittadinanza dopo il crollo nel marzo 1689 della chiesa dell’Assunta. Nel 1713, come attesta un’epigrafe in sito, la chiesa a croce latina e undici altari fu riaperta al culto. Nel braccio destro trovò collocazione l’altare ligneo del Santissimo Crocifisso, ora nella parte terminale dell’abside: la leggenda lo vuole “scolpito dagli angeli in un tronco di pero agreste, ritrovato in questa forma che oggi si vede nel territorio di Salice in un luogo chiamato Cagnazzi, che per autentica del miracolo non nascono altri peri agresti quando il feudo ne sta tutto pieno”. Nel 1702 ebbero collocazione l’organo e il pulpito. La facciata, scandita su tre livelli e partita da quattro lesene che nel terzo ordine culminano in pinnacoli, evidenzia la possibilità che la ridefinizione della chiesa si debba a Giuseppe Zimbalo. Il portale è sormontato dal gruppo scultoreo dell'Assunta tra due putti e pinnacoli di fiori e frutta. Tra i dipinti più rilevanti la Pietà e il San Francesco d’Assisi di Serafino Elmo, la Madonna del Rosario di Diego Oronzo Bianco e la Pietà, di Gaetano Bianco. Al termine dei lavori di restauro e pavimentazione fatti eseguire dall’Arciprete Gravili negli anni 1911-1912, si fece rivestire con lastre di marmo rosso il perimetro interno delle pareti della chiesa con le colonne. La copertura in legno della navata centrale, transetto e presbiterio crollò nel maggio del 1956 e subito dopo fu ricostruita con solaio decorato. Il campanile, alto oltre trenta metri, era completo sino al secondo ordine nel 1664; la sua costruzione, ripresa nel 1728, avrebbe avuto compimento solo due anni dopo. Nel 2021 con i fondi dell’8x1000 l’Arcidiocesi di Brindisi Ostuni, attraverso l’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’autorizzazione dalla Soprintendenza delle Belle Arti e Passaggio competente, ha disposto un intervento di restauro affidato all’architetto Vincenzo Capoccello, ing. Sergio Sozzo e geom. Giovanni Ianne. I lavori hanno definito la demolizione dei solai e la realizzazione di nuove coperture in legno costituite da capriate tipo palladiane, la rimozione della pavimentazione interna esistente e del rivestimento di marmo ad uso di zoccolatura ai pilastri e alle murature, la stonacatura dei pilastri e la creazione di una barriera chimica per la risalita dell’umidità, una nuova intonacatura antisali, la realizzazione di un vespaio areato e di una pavimentazione interna, dei gradini degli altari con marmo con relativi decori, infine la tinteggiatura traspirante di tutte le murature, cornici, lesene e volte a spigolo. I lavori sono stati ultimati con l’ampliamento dell’impianto elettrico conforme alle norme in vigore.