La scultura esposta alla sezione della chiesa di San Paolo eremita del Museo Diocesano di Brindisi raffigura Gesù col nimbo nell’atto di sollevarsi sopra le nuvole, il braccio destro è disteso con la mano benedicente, l’altra regge lo stendardo, il corpo nudo è vestito col perizoma e un drappo gli copre il dorso. L’opera risale alla fine del XIX secolo ed è di autore ignoto. La statua è polimaterica in quanto il corpo è intagliato e scolpito nel legno, mentre il drappo, il perizoma e le nuvole sono modellate in cartapesta. E’ improbabile che la figura sia stata ricavata da un unico tronco di legno è dunque presumibile che alcuni elementi (mani, braccia o parti della figura) siano stati scolpiti separatamente e assemblati con colla, cavicchi di legno e telette, la cosiddetta incamottatura. Secondo la tecnica del tempo, completato l’intaglio veniva steso un impasto preparatorio a base di gesso e colla ricavata dalle cartilagini di animali (pesce o coniglio), per regolare le asperità del legno grezzo e rendere la superficie liscia ed assorbente. Una volta asciutta e levigata la statua si prestava ad accogliere i colori costituiti da polveri minerali o terre macinate stemperate in leganti vari. Le parti di carta, invece, sono state modellate secondo il metodo tradizionale della cartapesta applicando numerosi fogli di carta intrisi di colla d’amido e solfato di rame per respingere i tarli, quindi levigata e decorata con i colori. Nel 2022 con i fondi dell’8x1000 l’Arcidiocesi di Brindisi Ostuni, attraverso l’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’autorizzazione dalla Soprintendenza delle Belle Arti e Passaggio competente, ha disposto un intervento da parte di Vincenzo Caiulo. Il lavoro era finalizzato all’arresto dei fenomeni di degrado in atto, al recupero delle caratteristiche di resistenza meccanica e delle qualità estetiche del manufatto. Dopo la campagna stratigrafica per verificare la presenza di finiture pittoriche originali quali policromie o dorature anche residuali, si è provveduto alla rimozione meccanica dei depositi superficiali di sporco, quindi alla reintegrazione pittorica delle lacune di piccola e media dimensione e alla ricostruzione di parti costitutive mancanti, come le dita della mano destra. Poi si è provveduto alla disinfestazione dell’intera struttura dai microrganismi e al consolidamento della struttura lignea, stuccatura e verniciatura.